26 giugno 2011: Cresta dell’infinito, BELLA… E POSSIBILE!

La Cresta dell’Infinito. Quante volte sfogliando il libro di Braschi “Sui sentieri del Pollino”, la “bibbia “ per noi camminatori del massiccio, mi sono soffermato a leggere i percorsi dei sentieri del versante calabro,con dislivelli di 1000,1200,1400 metri.
Una veloce riflessione, non sono per me, mi dicevo, e leggevo i percorsi “tranquilli” del versante lucano con 500 – 800 metri di altezza massima.

Con un po’ di sorpresa Franco e Rocco, inserirono la Cresta dell’Infinito nel programma del 2011, accolsi la proposta con un po’ scetticismo per le mie possibilità. Al momento di decidere se partecipare o meno alla escursione, è subentrata in me la voglia di tentare, spinto da una buona condizione fisica, e, soprattutto, da una considerazione : se non ora , quando? ….e intanto gli anni passano. Ho deciso quindi di partecipare, ed ecco la cronaca della giornata.
L’appuntamento è alle 5,30 siamo in 13. Tra i partecipanti Domenico di Santeramo, nuovo socio di TFN e Alessio, per la prima volta su un percorso non facile , inoltre sono presenti 3 del soccorso alpino di Basilicata : Pino, Tommaso e Leo.
Margherita,l’unica presenza femminile del gruppo,insieme ad Antonio, anche per ragioni logistiche, non faranno l’escursione per intero ma ci aspetteranno al Piano di Acquafredda. Viaggiamo in auto verso Civita, poi, prima di arrivare in paese, svoltiamo su una strada secondaria fino alla località di Colle San Martino a 1100 metri di altezza , qui lasciamo le auto.
Zaino in spalla partiamo alle ore 8,20 per una escursione che si presenta molto impegnativa : 1400 mt. di dislivello, 22 km. di lunghezza….Subito in salita su terreno scoperto con Rocco e i 3 del soccorso alpino in avanti e Franco a chiudere, un forte vento frontale ci ostacola nella marcia.
Siamo sul colle della Scala a 1303 mt. ,un po’ in anticipo sui tempi di marcia, incrociamo un gruppo di trekker calabresi che stanno facendo un trekking itinerante “dei due mari”, dallo Jonio al Tirreno, durata 9 giorni ; scambio di saluti e foto, quindi ripartiamo. Il gruppo procede senza grossi problemi, il cielo è terso, ci accompagna e “addolcisce” la salita, il panorama sul golfo di Sibari , le montagne dell’Orsomarso, i paesi di Castrovillari, Morano Calabro, la Timpa Falconara, la Timpa S: Lorenzo, la valle del Raganello…
Alla Timpa del Principe a 1741 metri, raggiungiamo un folto gruppo del CAI di Potenza,coordinato da Giuseppe Ferrara, vecchio amico e compagno di tante escursioni negli anni scorsi. Anche loro, partiti da colle Marcione, raggiungeranno il Dolcedorme come noi. Continuiamo procedendo su pietraie,salendo a sinistra sulla cresta per evitare le raffiche del vento che salendo di quota, diventa sempre più forte. Pino, Tommaso e Leo proseguono da soli, ci aspetteranno direttamente sul Dolcedorme o ai Piani di Acquafredda.
Alle 11,00 siamo alla Manfriana Orientale a 1981 metri, ci fermiamo per qualche minuto ,nel frattempo ci raggiunge il gruppo di Potenza. Scendiamo dalla Manfriana, verso l’Afforcata a 1880 mt sul percorso libero, il vento impetuoso quasi ci sbatte a terra. Antonino purtroppo non può proseguire per uno stiramento ad una gamba, si decide di proseguire , Rocco insieme a Nicola accompagneranno Antonino al piano di Acquafredda, Franco invece condurrà il resto del gruppo.
Si sale dall’Afforcata fino alla cima della Manfriana Occidentale a 1987 mt. Si prosegue con difficoltà lungo il crinale, si susseguono una serie di sali-scendi, sempre allo scoperto su pietraie e percorso libero. Franco è bravo a disimpegnarsi tra passaggi strettissimi, rocce instabili, tra faggi e pini in vegetazione o abbattuti dai fulmini , si usano spesso le mani per superare delle roccette, la concentrazione è massima per il pericolo di cadute o scivolate, questo, comunque, non ci impedisce di osservare i piccoli prati ricoperti di orchidee e altri fiori multicolori, di vedere i pendii e i canaloni, ricoperti di piccoli e grossi pini loricati.
Giungiamo al Passo del Vascello a 1961 mt. alle 12.40, siamo alla base del Dolcedorme . La salita diventa più ripida, il passo diventa più lento,ogni tanto facciamo delle piccole fermate per riprendere fiato. Raggiungiamo l’anticima, dobbiamo proseguire sul lato destro della cresta, a sinistra può essere pericoloso poiché le raffiche di vento sono sempre più forti. All’improvviso, quando siamo quasi in cima, ci appare sui prati un branco di cavalli che scendono veloci poi si fermano, ci guardano incuriositi, si allontanano al galoppo, tornano indietro, poi di nuovo al galoppo. Uno spettacolo eccezionale…
Finalmente siamo in cima a 2267 metri alle ore 14,15. Siamo un po’stanchi ma felicissimi di avercela fatta. Per Domenico, Alessio e Donato Martina è la prima volta in assoluto sul Dolcedorme Facciamo la sosta pranzo. Domenico fa fuori il quarto o quinto panino, anche Alessio non scherza, ne fa fuori solo due. Nel frattempo ci raggiunge il gruppo del CAI di Potenza, sono in 19 tra cui 6 o 7 donne, arrivano alla spicciolata, ma alla fine sono stati bravissimi a farcela tutti.
Alle 15.00 ripartiamo. Scendiamo in forte pendenza per i bellissimi prati del versante Est del Dolcedorme verso i piani di Acquafredda, l’erba alta, verdissima, si piega e ondeggia ad ogni raffica di vento. Passiamo la faggeta che ci separa dai piani, ci ricongiungiamo con Antonio e Margherita e i 3 del soccorso alpino. Ripartiamo alle 16.00, il percorso è quasi tutto in discesa, alla sorgente del Vascello finalmente un po’ di acqua e, soprattutto, freschissima. Attraversiamo i Piani di Fossa e successivamente il Piano di Ratto, sarà la stanchezza ma il ritorno ci sembra lunghissimo.
Alle 19.00 siamo a Colle Marcione, qui troviamo Rocco , Nicola e Antonino. Il “lungo viaggio” è finito, siamo stanchi, è stata una bella impresa, da rifare, magari il prossimo anno….
Un grazie a tutti i partecipanti , in particolare a Franco e Rocco per la scelta del percorso e la conduzione del gruppo, ad Antonio e Margherita per la logistica (abbiamo evitato qualche km. di asfalto nel ritorno, sono tanti dopo averne fatti una ventina). Alla prossima.
 
Donato Casamassima