L’Associazione italiana per la Wilderness ha richiesto la designazione di un’area “Wilderness” nel Parco nazionale del Pollino, formale richiesta è stata fatta nei giorni scorsi a 4 comuni del versante lucano (Chiaromonte, Fardella, San Severino lucano e Terranova di Pollino) l’area in oggetto comprende una parte del cuore dell’area protetta (circa 2400 ettari); scopo dell’iniziativa è quello di garantire una reale protezione a questi territori di rilevante valore naturalistico ed ancora in parte incontaminati, garantendone l’integrità ed evitarne la manomissione da parte delle moderne attività umane.
In pratica con l’istituzione dell’area Wilderness, si chiede ai proprietari dei suoli (in Italia in massima parte comuni) di non procedere alla costruzione di strade, e di altre opere moderne e di limitare e/o di astenersi dalle utilizzazioni forestali e pascolive , almeno in alcune zone da lasciare alla libera evoluzione della Natura, questo in aderenza allo spirito che contraddistingue la filosofia della “Natura selvaggia”, nata negli Stati Uniti, dove la presenza di grandi spazi liberi ed inviolati ha portato all’istituzione di numerose aree di questi tipo, addirittura per legge e da parte dello stato. In Italia, seppur in maniera diversa, e con spazi e territori molto più antropizzati, è possibile portare avanti questo discorso di protezione democratica della Natura, e non calata dall’alto, in quanto la decisione di proteggere una porzione di territorio viene presa spontaneamente dal proprietario dei terreni, garantendo una reale e duratura salvaguardia di questi spazi verdi. L’eventuale designazione di “Area Wilderness” (non ancora riconosciuta dalle leggi italiane) ma inserite nella classificazione internazionale delle aree protette dell’IUCN, un organismo ONU che sovrintende alla protezione della Natura a livello mondiale, si spera possa far breccia nell’opinione pubblica e negli amministratori locali, sensibilizzandoli e ponendo al centro dell’attenzione il problema della conservazione di un patrimonio (quello del Pollino in questo caso) fatto di ecosistemi, forestali soprattutto, unici e meritevoli di conservazione, non solo per il loro valore intrinseco, ma anche e soprattutto come luoghi dell’anima, dove l’Uomo ponendosi dei limiti nelle sue attività, ritrova un posto ben più importante, quello di essere al centro della Natura di cui è parte integrante e di cui si nutre.
Per informazioni e supporto all’iniziativa contattare Adriano Castelmezzano:
