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I Misteri di Rocca del Cappello- Albano di Lucania

16 ottobre 2016

Coordinatori:


Orario di partenza: ore 7:30
Località di partenza: Piazza Matteotti , con auto proprie
Orario di ritorno previsto: ore 19
Difficoltà: TE (turistica- escursionistica)
Lunghezza del percorso: 7-8 km (circa 4 ore di cammino)
Dislivello:  complessivo mt 500
Tipo di percorso: asfalto , sterrato, terreno
Sorgenti: no
Abbigliamento: Obbligatorie le scarpe da trekking. Si consiglia abbigliamento adeguato alla stagione e alle condizioni climatiche, giacca a vento e mantellina antipioggia, bastoncini da trekking.

Numero di partecipanti: 30  persone

Pranzo: picnic nel giardino situato nei pressi della chiesa della Madonna delle Grazie a qualche Km da Albano

N.B. : Abbiamo pensato di fare un picnic a base di prodotti tipici locali – impiccato e capocollo. A quanti aderiranno verrà chiesta una quota di partecipazione e la somma di un euro per la visita al museo del giocattolo povero e dei giochi di strada.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Lasciate le macchine nell’ampio parcheggio della villa comunale, inizieremo un comodo percorso su sterrato e in discesa che ci condurrà a valle lungo il tratturo Casai, costeggiato da coltivi e da uliveti.

Lasciato il tratturo, ci dirigeremo alla Rocca del Cappello, lo splendido monolito situato nei pressi del Basento, di fronte alle Piccole Dolomiti Lucane. La Rocca deve il suo nome alla sua singolare forma; si tratta di un monolito alto all’incirca 10 metri sulla cui sommità si trova una grande pietra a forma di cappello. Sul lato orientale della Rocca è scolpito un grande volto umano e poi un cerchio.   Il monolito ha suscitato l’interesse di diversi studiosi che proprio qui hanno condotto delle ricerche volte a dimostrare la correlazione tra questo sito e alcuni culti pagani o legati all’astronomia. Il primo di essi è stato il professor Francesco Ranaldi che, dopo aver rinvenuto dei manufatti in selce non lontano dal Basento, spostò l’oggetto delle sue ricerche sul crinale roccioso della Rocca del Cappello dove la presenza di cerchi concentrici lo portò a supporre che questo fosse un luogo di culto e di riti in rapporto all’acqua, al sole, alla vita e alla morte.

Lo studioso Damiano Pipino ha ipotizzato che qui, in età protostorica, si praticasse il culto dell’antenato mitico rappresentato da una entità totemica. Altre tesi suggerirebbero la pratica di un culto di origine egiziano-orientale basato su rituali legati agli astri  e alla dea egizia Iside, dea della maternità e della fertilità e portatrice di compassione e speranza. La tesi è supportata e dai simboli astrali incisi sulle pietre e dall’ubicazione di questo luogo che vedeva transitare le numerose genti che percorrevano l’Appia.

E’ qui d’obbligo una sosta prima di riprendere il nostro percorso, stavolta tutto in salita. E’ questo una sorta di Sentiero Rituale come,  testimoniano le incisioni sulla roccia. Più numerosi sono i cerchi, ve ne è uno in particolare in fondo al primo tratto superiore del sentiero inciso sulla parete rocciosa orientato precisamente ad est dove sorge il sole alle 6.30 del mattino dell’equinozio di primavera; altre figure rappresentano il fiore di loto assimilabile al sole nascente o ad una palmetta come quella raffigurato sopra le teste delle sacerdotesse di Iside. Nella zona vi è una presenza massiccia di  palmenti. Di queste ultime  vasche ve ne sono ben cinque sul Sentiero  e avevano la funzione di raccogliere l’acqua piovana per le abluzioni che si effettuavano durante la celebrazione dei rituali. Il sentiero è facilmente percorribile perché si presenta basolato con dei gradini costituiti da pietra non locale.

Qualche nota botanica: nel nostro percorso siamo state deliziate dai profumi e colori di molte specie di piante e fiori molto comuni- ciclamini, crochi gialli, calendule, calcatreppole ametistine, ginestre ormai sfiorite, convolvoli, elicrisi dal profumo di liquirizia, malve, radichelle rosee, finocchietti selvatici, mentastri, querce (roverelle) e tanti lecci.

Raggiungeremo la Rocca della Molaria,  altro suggestivo monolito a forma rotondeggiante. Da qui, lungo un percorso non privo di scorci interessanti, lasceremo il percorso naturalistico per imboccare quello peri-urbano, detto del nibbio perché è zona di nidificazione dei nibbi. Incontreremo un altro particolare monolito, detto del Monacello. Raggiungeremo infine il paese vecchio ove vedremo alcuni esempi di bei portali in pietra.  Andremo poi  all’Osservatorio di Albano dove  il nostro sguardo potrà spaziare dalla Basilicata alla Puglia. Visiteremo la chiesa Madre di Santa Maria dell’Assunta del XIII sec. nota per gli affreschi del XIII-XIV secolo e la Madonna del Rosario del Pietrafesa XVII sec.

Da qui torneremo al punto di partenza dove prenderemo le macchine per raggiungere il Santuario della Madonna delle Grazie, a pochi km dall’abitato. La cappella, situata in piena campagna, è un luogo molto caro agli albanesi che il due luglio partecipano a una fiaccolata che porta la statua della Madonna in paese.

Nei pressi della cappella il giardino dove faremo il picnic.

Terminato il pranzo faremo ritorno in paese dove visiteremo il Museo del Giocattolo Povero e del Gioco di Strada dove bambini di tutte le età faranno un piacevole tuffo nel passato. Nato dieci anni fa, il museo è un’ interessante raccolta di 250 opere tra dipinti, grafiche, sculture, collage che hanno per soggetto i temi del gioco di strada  e del giocattolo povero.

Qui avrà termine la nostra giornata ad Albano, chissà se qualcuno vi farà ritorno per l’evento estivo Le Notti della Magia. L’evento trae spunto dalle pagine che ci ha regalato Ernesto De Martino in Sud e Magia. In quello che è considerato orami un classico dell’etnografia, un intero capitolo è dedicato alla Vita Magica di Albano. Negli anni ’50  l’intero paese sembra dedito alla vita magica. Protagonisti dell’indagine di De Martino tutte le 700 famiglie che vivevano nel borgo, le  masciare e il vecchio zi Giuseppe. Ma questo è un’altra storia…

Notizie utili:

  • La riunione pre- escursione si terrà venerdì 14 ottobre 2016  alle 20:30 presso la sede dell’associazione.
  • I partecipanti sono tenuti ad osservare strettamente le indicazioni dei coordinatori.
  • L’Associazione e i coordinatori non sono responsabili di eventuali infortuni e/o incidenti che dovessero occorrere ai partecipanti all’escursione, prima, durante e dopo la stessa.
  • In caso di maltempo, l’escursione potrà subire variazioni oppure essere rinviata ad altra data.
  • Il percorso potrebbe essere modificato dai coordinatori per sopravvenute esigenze organizzative.
  • Si ottimizzeranno al massimo gli equipaggi delle auto. Resta intesa la partecipazione alla spesa del carburante per chi non mette a disposizione la propria auto, secondo la prassi dell’associazione.

:: REGOLAMENTO ESCURSIONI ::

Il Direttivo ha approvato e predisposto il programma annuale delle escursioni individuando, tra i soci capaci e disponibili, i responsabili sezionali cui attribuire il compito di realizzare le singole attività.
Il programma riporta, per ciascuna escursione, il nome o i nomi dei relativi responsabili.
Il responsabile dell’escursione può non ammettere i partecipanti che a causa della scarsa preparazione, dell’inidoneo abbigliamento, dell’atteggiamento tenuto o di quant’altro, potrebbero influire negativamente sullo svolgimento dell’escursione.
Il responsabile dell’escursione può modificare il percorso di un’escursione programmata o di spostare o annullare la stessa a causa di sopravvenute necessità.
Il Direttivo può non ammettere nell’elenco i nominativi dei responsabili sezionali che nell’organizzazione di escursioni abbiano dimostrato scarsa attitudine e che non diano sufficienti garanzie, impedendo agli stessi di potersi proporre per nuove escursioni.

: OBBLIGHI DEI PARTECIPANTI ::

– Partecipare alla riunione, quando prevista, per l’iscrizione all’escursione e versare la quota richiesta;
– Essere puntuali all’appuntamento;
– Essere fisicamente preparati ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguati all’escursione;
– Attenersi esclusivamente alle disposizioni impartite dal responsabile non abbandonando il sentiero ed il gruppo se non preventivamente autorizzati e collaborando per la migliore riuscita dell’escursione;
– Prevedendo l’utilizzo della propria autovettura, presentarsi al raduno già riforniti di carburante.
– Conoscere il regolamento ed accettarlo.